Indice
- La differenza fondamentale: dove arriva la fibra ottica
- Come verificare la copertura reale al tuo indirizzo
- Prestazioni a confronto: velocità, latenza e stabilità
- Hardware lato utente: router, ONT e porte LAN
- Costi, vincoli e “costo zero” delle offerte
- Scenari d’uso: quale tecnologia scegliere oggi
- Il futuro della rete: dismissione del rame e aggiornamenti
- Domande frequenti
- Conclusione: la scelta razionale per la tua casa
La differenza fondamentale: dove arriva la fibra ottica
Quando si parla di connessione a banda ultralarga in Italia, le sigle FTTH e FTTC indicano architetture di rete radicalmente diverse, anche se spesso vengono vendute entrambe sotto l’etichetta generica di “fibra”. La distinzione tecnica sta tutta nell’ultimo tratto del cavo, quello che collega l’armadio stradale (o la centrale) alla tua abitazione. In una rete FTTH (Fiber To The Home), la fibra ottica entra fisicamente dentro casa, terminando su un dispositivo chiamato ONT (Optical Network Terminal) o direttamente su un router con modulo GPON integrato. Il segnale viaggia interamente su vetro, senza conversioni elettriche intermedie. In una rete FTTC (Fiber To The Cabinet), la fibra si ferma all’armadio di distribuzione stradale; da lì alla tua presa telefonica il segnale percorre il classico doppino in rame, la stessa infrastruttura che da decenni porta la voce e l’ADSL.
Questa differenza architetturale ha conseguenze dirette su prestazioni, stabilità e latenza. La fibra ottica è immune alle interferenze elettromagnetiche, non subisce attenuazione significativa su distanze chilometriche e supporta bande simmetriche (upload uguale a download) con facilità. Il rame, invece, degrada il segnale proporzionalmente alla lunghezza e alla qualità del cavo, è sensibile al rumore elettromagnetico e, nelle implementazioni VDSL2/G.fast usate in FTTC, offre velocità asimmetriche con upload molto più contenuto. Capire quale tecnologia raggiunge il proprio civico è il primo passo per evitare aspettative disallineate rispetto all’offerta commerciale sottoscritta.
Come verificare la copertura reale al tuo indirizzo
Prima di confrontare offerte o acquistare router, bisogna accertare cosa passa davvero sotto casa. Le mappe degli operatori (TIM, Open Fiber, Fastweb, Vodafone, WindTre, ecc.) danno un’indicazione di massima, ma talvolta segnalano “fibra” anche dove arriva solo FTTC, oppure mostrano FTTH pianificata ma non ancora attivabile. Lo strumento di riferimento indipendente è il portale Banda Ultralarga del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex Mise), che mappa lo stato di ogni civico secondo i dati comunicati dagli operatori wholesale. In alternativa, i siti comparatori (come Segugio, Facile.it, SOS Tariffe) permettono di inserire l’indirizzo esatto e vedere quali tecnologie sono effettivamente vendibili in quel momento.
- Controlla il portale Banda Ultralarga: cerca il tuo civico per vedere lo stato “FTTH”, “FTTC”, “FWA” o “Non coperto”.
- Usa più verificatori: confronta il risultato su due o tre siti comparatori per avere conferma incrociata.
- Chiedi al tecnico in fase di sopralluogo: se l’operatore prevede un sopralluogo gratuito, è l’occasione per capire se serve lavori interni (FTTH) o si usa la presa esistente (FTTC).
Attenzione: anche se la mappa indica FTTH, l’attivazione potrebbe richiedere interventi edilizi (passaggio cavo nel condotto telefonico, fori, canaline) che in condominio necessitano autorizzazioni. In FTTC l’attivazione è quasi sempre remota o limitata alla sostituzione della presa a muro, molto più rapida e meno invasiva.
Prestazioni a confronto: velocità, latenza e stabilità
Sulla carta, le offerte FTTC oggi arrivano fino a 200-300 Mbps in download (con profili VDSL2 35b o G.fast) e 20-50 Mbps in upload. La FTTH parte solitamente da 1 Gbps simmetrici e scala verso 2,5 Gbps, 5 Gbps o 10 Gbps sui profili top. Nella pratica quotidiana, tuttavia, la differenza non sta solo nel picco massimo. La FTTC soffre della distanza dall’armadio: a 300-400 metri le prestazioni nominali sono rispettate, ma oltre i 600-800 metri il bitrate crolla drasticamente e la linea può diventare instabile, specie in presenza di diafoni o cavi vetusti. La FTTH, essendo un mezzo passivo fino a 20 km dalla centrale (architettura GPON/XGS-PON), eroga la banda contrattuale indipendentemente dalla distanza.
La latenza è un altro discriminante. Su FTTH si viaggia costantemente sotto i 5-10 ms verso i server italiani, con jitter quasi nullo. Su FTTC la latenza base è simile (10-15 ms), ma sotto carico (gaming, videoconferenza, upload pesante) il bufferbloat del rame e la gestione della coda VDSL possono far salire il ping in modo imprevedibile. Per lo streaming 4K/8K o il cloud gaming, la banda di upload simmetrica della FTTH fa la differenza: caricare un backup su cloud, fare una diretta Twitch o usare il desktop remoto resta fluido. In FTTC l’upload saturato rallenta anche il download (meccanismo ACK TCP) e degrada l’esperienza complessiva.
Tabella comparativa sintetica
| Caratteristica | FTTH (Fiber To The Home) | FTTC (Fiber To The Cabinet) |
|---|---|---|
| Mezzo fisico ultimo miglio | Fibra ottica (vetro) | Doppino in rame |
| Velocità tipiche offerta | 1 – 10 Gbps (simmetriche) | 100 – 300 Mbps (asimmetriche) |
| Dipendenza dalla distanza | Nessuna (fino a 20 km) | Forte (degrada oltre 400-500 m) |
| Latenza / Jitter | Molto bassa, stabile | Buona, variabile sotto carico |
| Immunità interferenze | Totale | Sensibile a rumore elettromagnetico |
| Installazione | Può richiedere opere murarie | Solitamente remota / presa esistente |
| Router necessario | Con porta WAN 2,5/10 Gbps + ONT separato o integrato | Modem-router VDSL2/G.fast (profilo 35b) |
Hardware lato utente: router, ONT e porte LAN
La scelta dell’apparato terminale è spesso sottovalutata. In FTTH l’operatore fornisce quasi sempre un ONT (scatolina bianca che converte segnale ottico in Ethernet) a cui collegare un router neutro via cavo Ethernet. I router “gratuiti” in comodato d’uso degli ISP (Tim Hub, Fastgate, Vodafone Station, Fritz!Box brandizzati) hanno quasi sempre porte LAN Gigabit (1 Gbps) e Wi-Fi 5 o 6 entry-level: diventano collo di bottiglia se l’offerta supera 1 Gbps o se si vuole sfruttare il Wi-Fi 6E/7. Per offerte 2,5 Gbps o superiori serve un router con porta WAN 2,5G/10G e porte LAN altrettanto veloci, oltre a un ONT compatibile con il profilo XGS-PON (non tutti gli ONT GPON lo sono).
In FTTC il modem-router deve integrare il chipset VDSL2 (profilo 35b per i 200-300 Mbps) o G.fast. Molti router “fibra” venduti su Amazon sono in realtà solo router Ethernet (senza modem xDSL) e non funzionano se collegati direttamente alla presa telefonica. Bisogna cercare esplicitamente “modem router VDSL2 35b” o “G.fast”. I modelli più affidabili per autonomia e aggiornamenti sono basati su chipset Broadcom (es. FRITZ!Box 7530 AX, 7590 AX, alcuni DrayTek, Zyxel VMG8825) oppure su piattaforme Qualcomm/Atheros con OpenWrt. Evita i modem-router “operator locked” ricondizionati: spesso hanno firmware bloccato, niente aggiornamenti sicurezza e porte LAN solo Fast Ethernet (100 Mbps).
- FTTH 1 Gbps: router neutro Wi-Fi 6/6E con porta WAN/LAN Gigabit + ONT operatore.
- FTTH 2,5-10 Gbps: router con porta WAN 2,5G/10G (es. ASUS ROG GT-AX6000, FRITZ!Box 5690 Pro, MikroTik RB5009) + ONT XGS-PON (spesso fornito dall’operatore).
- FTTC 200-300 Mbps: modem-router VDSL2 35b / G.fast con Wi-Fi 6 (es. FRITZ!Box 7530 AX, DrayTek Vigor 2765, Zyxel VMG8825-T50K).
Se hai già un router neutro di qualità (es. Unifi Dream Machine, ASUS GT-AX11000, GL.iNet Flint 2), in FTTH ti basta l’ONT. In FTTC devi per forza usare un modem-router compatibile o mettere in bridge un modem “bridge-only” (tipo DrayTek Vigor 167) davanti al tuo router, soluzione più pulita ma che richiede due alimentatori e due dispositivi.
Costi, vincoli e “costo zero” delle offerte
Le offerte FTTH e FTTC hanno oggi canoni mensili molto simili (spesso 24,90 – 29,90 €/mese per i primi 18-24 mesi), ma la struttura dei costi nascosti diverge. In FTTH l’installazione può essere gratuita solo se la fibra arriva già nell’unità immobiliare (edifici cablati Open Fiber/TIM/FiberCop). Se serve il “ponte” dal pozzetto stradale o lavori interni, l’operatore può addebitare 100-300 € (spesso rateizzati in 24 mesi). In FTTC l’attivazione è quasi sempre gratuita perché usa la coppia rame esistente; al massimo si paga una “nuova linea” se non c’è mai stata utenza telefonica.
Attenzione ai vincoli contrattuali: molti operatori legano lo sconto o la gratuità del modem a 24 mesi. Se recedi prima, ti chiedono le rate residue del dispositivo (spesso 150-200 €) più eventuali costi di disattivazione (20-50 €). Leggi sempre il “Prospetto informativo” PDF, non solo la pagina marketing. La portabilità del numero fisso è gratuita per legge, ma va richiesta esplicitamente in fase di ordine; se non la chiedi, ti assegnano un nuovo numero e il vecchio viene cessato.
Scenari d’uso: quale tecnologia scegliere oggi
Non esiste una risposta univoca, ma lo scenario d’uso restringe il campo.
Famiglia con smart working, gaming, backup cloud, streaming 4K multiplo
La FTTH è fortemente consigliata. L’upload simmetrico (1 Gbps reale) gestisce videoconferenze HD, backup Time Machine/OneDrive/Google Drive in background e cloud gaming senza saturazione. La latenza costante migliora l’esperienza competitiva. Se l’edificio è cablato, l’installazione è spesso immediata e senza costi extra.
La FTTC a 200-300 Mbps è più che sufficiente. Netflix 4K richiede ~25 Mbps; anche con 3-4 stream contemporanei resti sotto i 100 Mbps. L’upload a 20-30 Mbps basta per videochiamate Teams/Zoom e foto su cloud. Se la distanza dall’armadio è breve (< 400 m), la stabilità è ottima e risparmi eventuali costi di installazione FTTH.
Zona non coperta da FTTH, ma FTTC disponibile a 100 Mbps
Valuta il FWA (Fixed Wireless Access) 4G/5G degli operatori (es. TIM, Vodafone, WindTre, Eolo, Linkem). Oggi il 5G FWA offre 300-1000 Mbps reali con latenza 15-30 ms, spesso superiore a una FTTC lunga e degradata. Verifica la copertura outdoor/indoor con una SIM dati test prima di firmare.
Seconda casa, uso saltuario
Offerte FTTC senza vincoli (es. Iliadbox, PosteMobile, Very, Ho. Mobile) a 19-22 €/mese con modem incluso e disattivazione gratuita sono ideali. La FTTH ha senso solo se già cablata e l’operatore offre opzione “sospensione” estiva a basso costo.
Il futuro della rete: dismissione del rame e aggiornamenti
Open Fiber e FiberCop (rete TIM) stanno progressivamente sovrapponendo la FTTH alla FTTC nelle aree grigie e nere. Il piano Italia 1 Gbps prevede la copertura FTTH/FWA 5G della quasi totalità dei civici entro il 2026. Chi oggi attiva FTTC in un’area in cui è pianificata la fibra piena, si troverà prima o poi la possibilità di migrare (spesso a costo zero o con sconto fedeltà). Tuttavia, i tempi sono incerti: “pianificato” non significa “attivabile domani”. Se hai bisogno di certezze oggi, scegli in base alla tecnologia effettivamente attivabile questa settimana, non alla mappa dei prossimi anni.
Sul fronte hardware, lo standard XGS-PON (10 Gbps simmetrici) sta sostituendo il GPON (2,5 Gbps down / 1,25 Gbps up) nelle nuove attivazioni FTTH top. I router consumer con porte 10G LAN/WAN iniziano a scendere sotto i 300 € (es. Zyxel EX7501, MikroTik RB5009, GL.iNet Flint 2 con modulo SFP+). Se compri oggi un router per FTTH 1 Gbps, punta almeno a porte 2,5G per non doverlo cambiare tra due anni quando l’operatore ti proporrà l’upgrade a 2,5/5 Gbps.
Domande frequenti
Posso usare il mio vecchio router ADSL/VDSL su una linea FTTH?
No. La FTTH richiede un ONT (fornito dall’operatore) che converte la luce in Ethernet. Il tuo vecchio router ha solo porte RJ11 (telefono) o RJ45 WAN ma non gestisce il segnale ottico. Puoi collegarlo dietro l’ONT come router neutro, ma se ha solo porte Fast Ethernet (100 Mbps) o Wi-Fi 4/5, farà da collo di bottiglia.
La FTTC è “falsa fibra”?
Il termine corretto per l’Agcom è “fibra mista rame” (bollino giallo), mentre la FTTH è “fibra vera” (bollino verde). Tecnicamente la fibra c’è, ma si ferma all’armadio. Le prestazioni sono inferiori e non garantite come nella FTTH, ma per molti utenti restano adeguate.
Se ho FTTC a 100 Mbps, conviene passare a FTTH 1 Gbps se costa 5 € in più?
Sì, quasi sempre. Ottieni upload decuplicato, latenza migliore, stabilità indipendente dalla distanza e sei pronto per i prossimi 10 anni. L’unico ostacolo sono eventuali costi di installazione o lavori in casa non previsti: chiedi preventivo scritto prima di firmare.
Posso installare da solo l’ONT FTTH?
No. L’ONT è un dispositivo dell’operatore (spesso sigillato) che va registrato in centrale (seriale/LOID). Il tecnico deve saldare o connettere il connettore ottico (SC/APC) e verificare i livelli di potenza RX/TX. Il fai-da-te rischia di rompere la fibra (costo riparazione 150-300 € a tuo carico) e viola il contratto.
Conclusione: la scelta razionale per la tua casa
La decisione tra FTTH e FTTC non è solo una questione di “numero più grande sul contratto”. Se l’edificio è già cablato in fibra fino all’appartamento (verifica su Banda Ultralarga o chiedi all’amministratore), la FTTH è la scelta logica: prestazioni superiori, simmetria, immunità al degrado, hardware futuro-proof. I costi di attivazione sono spesso azzerati e il canone mensile allineato alla FTTC.
Se invece la FTTH richiede lavori condominiali lunghi, autorizzazioni, costi a tuo carico o semplicemente non è ancora arrivata nel tuo palazzo, una FTTC ben dimensionata (profilo 35b/G.fast, distanza < 500 m dall'armadio) offre un’esperienza eccellente per streaming, smart working standard e gaming casual a un prezzo contenuto e con attivazione immediata. In questo caso investi in un buon modem-router VDSL2 35b proprietario (evita quelli brandizzati bloccati) e valuta il passaggio a FTTH quando la copertura diventerà reale e senza oneri.
Infine, se né FTTH né FTTC soddisfano (area bianca, rame degradato, armadio lontano), il FWA 5G è oggi un’alternativa concreta, spesso più performante della FTTC lunga, con installazione plug-and-play. Verifica sempre con una SIM test la qualità del segnale indoor prima di impegnarti.